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zucchine alla scapece

Zucchine alla scapece, conosci la loro origine?

“Cibi che non piaciono allo sposo. Patate con la nzogna, con il strutto. Cocozzielli alla scapece, zocchini sott’aceto”. E’ la citazione di un notissimo film di Totò (Un Turco Napoletano) dove un brillantissimo Enzo Turco interpreta la parte di Carluccio uomo di ferro, “guappo” locale che non ama le zucchine alla scapece e le mette al bando già dal contratto pre-matrimoniale. A noi, invece, le zucchine alla scapece piacciono tantissimo e abbiamo voluto approfondire un pochino la questione. A partire proprio dall’etimologia. Gli storici ancora oggi dibattono su quale possa essere l’origine del nome “scapece”.

Origine romana

Secondo alcuni il nome “scapece” deriverebbe direttamente da Apicio, celeberrimo cuoco romano (un vero e proprio Masterchef ante litteram) vissuto intorno al I secolo A.C. Si narra, infatti, che il cuoco, stanco di condire i suoi piatti con la più famosa salsa dell’epoca (il garum) abbia deciso di rivisitare alcune ricette utilizzando una salsa leggera di aceto ed erbe aromatiche. Dal latino ex-Apicio, quindi, deriverebbe il nome di uno dei piatti più apprezzati della cucina napoletana.

Origine spagnola

Il sud Italia è stato per lunghissimi anni una colonia dell’impero spagnolo. Dalle terre dell’impero su cui non tramontava mai il sole sono state importate proprio a Napoli (che all’epoca era la seconda città dell’impero dopo Madrid) abitudini, usi e tradizioni di origine iberica. A cominciare proprio dall’ escabeche, un processo di marinatura in aceto inventato in Spagna ed esportato in tutti i dominii imperiali, deriverebbe il napoletano scapece.

Come si preparano le zucchine alla scapece?

La preparazione, a differenza della disputa per l’origine del nome, è semplicissima. Le zucchine, tagliate a rondelle sottili e fritte in abbondante olio di semi, vanno accuratamente scolate dall’olio in eccesso per condirle con una marinatura fatta di olio d’oliva, aceto, qualche piccolo spicchio d’aglio e menta fresca. Una piccola nota salutista: per creare un piatto “light” si può pensare di arrostire le zucchine su piastra anzichè friggerle. Risparmierete di certo qualche caloria ma il gusto, lo dobbiamo avvertire, non sarà lo stesso.