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Sai come nasce la pasta alla puttanesca?

La pasta alla puttanesca (conosciuta a Napoli come aulive e chiapparielle) è uno dei piatti tradizionali della cucina tradizionale partenopea dei quali si ignorano le origini. In verità è a metà del XIX secolo che questa ricetta a base di pomodori, olive e capperi fa la sua prima comparsa nei ricettari. Nel corso degli anni questo piatto non si è evoluto ed è rimasto pressochè invariato dalla ricetta fornita per la prima volta da Ippolito Cavalcanti.

Il nome “Puttanesca”

Incerte, anzi, incertissime le origini del nome puttanesca. Secondo alcuni storici il nome va fatto risalire all’abitudine delle lucciole che “operavano” dalle parti del porto di Napoli di prepararne in abbondanza per rifocillarsi dopo le fatiche notturne. Secondo altre scuole di pensiero, invece, l’invenzione del nome sarebbe da attribuire ad un anonimo cuoco napoletano che, messo sotto pressione dai suoi datori di lavoro, avrebbe creato la ricetta con i primi ingredienti che si trovava in quel momento sottomano.

Gli ingredienti

Gli ingredienti che compongono il piatto sono semplicissimi. Pomodoro, olive, capperi, uno spicchietto d’aglio e olio extravergine di oliva. La preparazione è ancora più semplice. Dopo aver fatto soffriggere in poco olio lo spicchio d’aglio, si versano i capperi e le olive e, immediatamente dopo, il sugo di pomodoro. Il sugo deve sobbollire per almeno trenta minuti e si presta magnificamente a condire la pasta lunga. A Napoli la pasta alla puttanesca si fa con gli spaghetti (o con le linguine), ma niente vi vieta di condire la pasta corta con questo magnifico e semplicissimo sugo.

La variante laziale

Gli spaghetti alla puttanesca si mangiano da decenni in tutta la Campania e nel Lazio. In questa regione, però, la ricetta prevede una piccola variante. Agli ingredienti di base, secondo la ricetta che si cucina a nord di Gaeta, vanno aggiunte poche acciughe salate.

Occhio ai dettagli

Attenzione! Nella pasta alla puttanesca non ci va assolutamente il formaggio (di qualsiasi tipo) e ne tantomeno il pepe. Si tratta di un piatto già saporito di suo e l’aggiunta di ulteriori componenti lo snaturerebbe troppo. Unica attenzione da prestare: ingredienti freschissimi e di prima qualità. E’ la qualità degli ingredienti, infatti, a dare il risultato finale.