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Il soffritto napoletano, ideale per riscaldare le sere d’inverno

Il soffritto napoletano è uno di quei piatti che ti dicono inverno. Si tratta di una preparazione antichissima, qualcuno dice addirittura di origine medioevale, che i macellai napoletani portano avanti ancora oggi. La zuppa di soffritto (‘o zuffritt, per dirlo alla napoletana) è un piatto unico preparato con il pane raffermo tostato, una ricetta che abbina il calore degli ingredienti alla piccantezza. Un giusto mix ideale per riscaldare le rigide sere invernali. Per la preparazione della ricetta si usa la “curatella” di maiale, le frattaglie dell’animale macellato da poco opportunamente private del sangue.

Il soffritto: pasta o pane? A voi la scelta

Come tutti i piatti più importanti della tradizione culinaria partenopea anche il soffritto si presta a svariate rivisitazioni. Basta avere l’attenzione giusta e non “snaturare” la ricetta che prevede alcuni elementi fondamentali. Anzitutto il piccante. Una buona zuppa non può prescindere da una generosa dose di peperoncino. I “chianchieri” napoletani sono maestri nell’arte della preparazione di una ricetta che ormai è famosa in tutto il mondo. Le macellerie del centro storico, infatti, sono sempre ben fornite di vaschette di soffritto, opportunamente guarnite con grosse foglie di alloro. La preparazione è semplicissima: basta “allungare” il soffritto già pronto (che appena acquistato ha consistenza semi cremosa) con mezzo bicchiere d’acqua bollente. Il sugo così ottenuto potrà essere versato sulle fette di pane tostate o usato per condire un meraviglioso piatto di pasta.

Lo scontro tra tradizionalisti e modernisti

Secondo i cultori della ricetta, quelli che seguono alla lettera la tradizione orale tramandata da generazioni il soffritto napoletano si mangia con il pane. Da sempre più tempo, però, si sta diffondendo l’uso di mangiare ‘o zuffritt con la pasta. Lunga o corta non fa differenza, basta che sia di buona qualità.

La ricetta originale

La zuppa si soffritto, proprio per il suo “status” di piatto tradizionale, è salvaguardata. La ricetta della zuppa è presente anche sul sito della regione Campania, dove sono elencati gli ingredienti fondamentali e le modalità di preparazione.

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